domenica 1 gennaio 2012

Armageddon

Yucatan, Messico 65 milioni di anni fa circa.





Abbia a finire davvero così? Come si fa ad avere un pianeta così meraviglioso ed essere capaci soltanto di infettarlo con le pseudoidee distruttive?

Se qualcuno vuole sopravvivere dovrà cominciare a comportarsi da insetto...




giovedì 29 dicembre 2011



E verrà il giorno in cui ci ingloberemo come il carbonio e l'ossigeno...


mercoledì 28 dicembre 2011



Il paparazzo c'ha sempre ragione via...

Attese inermi










 "Come to me now. Come to Nicki. Don’t keep me waiting."



 

Viva l'apatia post-moderna



L'intento di Dave Meslin non è del tutto deprecabile.
Come mai la gente sembra sbattersene del tutto del sociale, mentre fa di tutto per emergere come individuo speciale in un mondo che ha fatto dello sciatto materialismo la sua filosofia di vita?
Sciatto sì perchè se vivessimo in un reale materialismo non avremmo neanche la religione e la morale a rompere i giochi ogni volta; non avremmo problemi etici sulla fecondazione assistita, sui matrimoni gay, sull'eutanasia e tutto ciò che concerne la vita umana.
Potremmo forse addirittura scannarci senza problemi...
Ma il fatto più grave è l'illusione di unicità.
Come si fa a legarsi a questo mondo materiale che produce in serie e poi pretendere di sentirsi originali? La strada per conseguire ciò è irta di spese folli, che ci allontanano dalle questioni più pressanti, costruendoci un muro intorno di oggetti dominanti che invadono i nostri spazi vitali. Tutto questo è benessere? Semmai sarà benestare, perchè io il benessere lo vedo come un qualcosa che va condiviso con gli altri.

A: "ciao come stai?"
B: "sto bene"

(e la conversazione, se non c'è qualcosa in comune tra A e B, di solito finisce qui, o al limite può essere rigirata la domanda iniziale, interpellando quindi A)

Un pò diverso sarebbe se andasse così...

A: "ciao, come sei?"

Senza dubbio qui il buon B andrebbe un pò più in difficoltà perchè si vedrebbe costretto all'angolo dal doversi mettere in gioco, esplicare ciò che ha dentro come un flusso continuo, un fiume in piena e non come un frammento isolato, facilmente modificabile e mascherabile.
Il "come stai" è agile nel salire le montagne, vi si arrocca ma poi è difficile da far cadere.
Il "come sei" invece è goffo in questo mondo, è incerto, si scorda quasi di esistere.

Ci sarà quindi un antidoto per l'apatia moderna? Dovremmo cominciare a porci le domande giuste.

martedì 27 dicembre 2011

Un modo di parlare

Ecco che le parole hanno bisogno di cura, di esser trattate bene...
Non possono rimanere chiuse in galera per anni,
all'interno di un corpo freddo.
Ecco perchè mi faccio schifo, per aver rispolverato 
una mia vecchia poesia,
così, tanto per mettere qualcosa in questo blog.
E allora visto che le mie parole sono latitanti faccio parlare 
questa banda di nuove onde che oggi ha saputo commuovermi il cuore.
 

TUXEDOMOON - IN A MANNER OF SPEAKING
 
In a Manner of speaking
I just want to say
That I could never forget the way
You told me everything
By saying nothing
In a manner of speaking
I don't understand
How love in silence becomes reprimand
But the way that i feel about you
Is beyond words
O give me the words
Give me the words
That tell me nothing
O give me the words
Give me the words
That tell me everything
In a manner of speaking
Semantics won't do
In this life that we live we live we only make do
And the way that we feel
Might have to be sacrified
So in a manner of speaking
I just want to say
That just like you I should find a way
To tell you everything
By saying nothing.
O give me the words
Give me the words
That tell me nothing
O give me the words
Give me the words
Give me the words

I colori del maggio

I colori del maggio
in un mantello verde
in cui l'occhio si perde
e risalgo la cima
senza sbriciolarmi.
Un soffio sempre più lento
o forse una ruota inceppata
mi sta frenando
senza il mio intento
senza il tuo corpo da mordere
e senza la mie penne prestate
mai riavute indietro.
E' tanto difficile ricordare?
Delle volte pare impossibile
vedere la miseria negli occhi,
così reale da ferirmi dentro.
Delle volte è perchè
manca la luce del Sole
per vedere i dettagli