Comincio a guardarmi intorno, a respirare più profondamente l'aria di campagna che mi circonda in questo momento, gustandomela. Prendere le cose sul serio dopo una vita di scherzi non è facile.
E la tempesta intanto se ne vola via lontana, portando con sè la sua anima incazzata e purificatrice, un pò come la tua... Il desiderio di un'altra sigaretta mi distoglie dal continuare a scrivere - ma poi non potrei fumarla mentre scrivo? -
"Non va bene fumare in camera sai?"... me lo sento già ripetere in testa come un jingle.
Come mai ho iniziato a fumare? La noia principalmente, ma devo ammettere che quell'immagine veicolata dai vecchi film del fumatore figo mi ha condizionato parecchio nella scelta di questo stile di vita. L'obiettivo era proprio quello di fare l'esibizionista, senza tanti giri di parole. Ero proprio una persona sola in quel periodo, al ritorno da scuola mi sedevo spesso da solo visto che il mio amico, con cui avevo diviso il posto per quasi 4 anni, si era felicemente fidanzato e non potendo spendere molto tempo con lei una volta arrivato a casa per via dei genitori affidatari e neofascisti di lei, sfruttava tutto il viaggio di ritorno per non avere rimpianti. Quando non c'erano i miei amici nerd era una lotteria di appostamenti ed io speravo sempre nell'arrivo di qualche angelo salvatore. Non capitava quasi mai, ma quelle poche volte che è successo a ripensarci mi viene un senso che è un misto di vergogna, disprezzo, senonchè un mezzo sorriso per la mia inesperienza.
Di solito stavo per minuti interi in silenzio cercando di sbirciare con la coda dell'occhio le fattezze della persona che avevo accanto, rimanendo evidentemente molto rigido e impacciato, nonostante i miei divertenti tentativi di rimanere ed apparire disinvolto. Al che fantasticavo di una possibile vita con lei, un'uscita romantica, mi spingevo assai oltre e poi, o non dicevo nulla oppure esordivo con una domanda piuttosto inconsueta che faceva partire una conversazione che avrebbe portato ovviamente a poco di buono. Il fatto è che avevo paura di osare, di chiedere, di buttarmi e questo le ragazze lo notavano eccome. A volte il groppo in gola pure per chiedere il nome di una persona...ma è possibile?
Delle volte mi chiedo come abbia fatto a riprendermi, a tornare in mezzo alle persone dopo un'infanzia assai rurale, in cui preferivo di gran lunga spalare il concime delle vacche piuttosto che uscire con i compagni di scuola. Avevo il mio gruppetto di amici, tutti più giovani di me, i miei vicini di casa e mio fratello, con cui riuscivamo a fare di tutto fuori dalle mura di casa. C'era anche il tempo di giocare al pc o al Sega Master System, ma di sicuro si passava parecchio tempo fuori, erano pomeriggi davvero intensi, dove ci si faceva male per davvero. E mentre scrivo mi vengono in mente tutti i momenti, gli oggetti, le persone che affollavano la mia infanzia, nella loro lontana e opaca bellezza.
Adesso con loro non ho praticamente nessun tipo di contatto, apparte i saluti dalla macchina mentre torno o vado via da casa. Le strade si separano e ci separano non è vero?
Ma questa socialità ritrovata, la città, i locali, l'evoluzione artistica, il dover inventarsi una serata, il dover comprare da mangiare, a me sembrano tutte cazzate. Ho bisogno della terra, l'asfalto mi soffoca, le pareti mi spengono.
Non capisco i viaggi all'estero fatti per visitare le città... Dovrei essere grato a quegli stronzi che hanno invaso una terra un tempo bellissima per ammassare della gente per farla lavorare per i loro interessi?
Eppure ci sono delle evidenze, per molti saranno mie paranoie, che mi fanno pensare che le scie chimiche, gli infrarossi, le reti wireless, il digitale terrestre, lentamente ci stanno rammollendo, tutti, indiscriminatamente, ci faranno stare sempre più tempo rintanati in casa rassicurati da pseudonecessità, lontano da quella terra e da quel sole che ci dà la vita. Non ho bisogno del codice binario per vivere, e allora aspetto la prossima tempesta che sciacqui via dalla mia testa questi pensieri moribondi e faccia rimanere il tuo viso di stamattina in uno specchio d'acqua piovana.
domenica 11 dicembre 2011
sabato 12 novembre 2011
Le mie parole al vento
Ascoltando Brena mi riallaccio al vissuto corporeo di questo povero, bistrattato blog. Ci torno dopo una serata che mi ha scosso, che mi ha fatto correre su una lama tra orizzonti e baratri.
Non si può certo dire che non ci mettiamo alla prova, che non ci creda...
In compenso rinuncio a tutte le mie pretese di diffusione delle mie parole ad altre persone.
L'esperienza del Mep forse la posso classificare come Movimento dell'emancipazione del Pensiero. Non l'avrei mica mai pensato che fosse possibile lobbizzare pure la poesia, rinchiuderla in quattro mura o nell'aria delle wireless e poi spiattellarla in giro con la pretesa di impressionare qualcuno. E io dovrei sputtanare le mie parole con chi erge barricate letterarie?
Facevano paura quei due componimenti? boh...
Resto fedele al mio blogspot.
Resta questo blog, ed ogni sillaba che gocciola da qui, sempre a Te...Fanculo a tutto il resto
Iniziare a mandare affanculo è la svolta, iniziare dalle email è già un primo passo.
Adesso so qualcosa in più di me, e di te. So che dovremo andare a Napoli il prima possibile, a quel punto potremo anche venir sepolti insieme: sinceramente non ho voglia di lavorare per ripagare il debito creato dai coetanei dei nostri padri; lavorare a gratis avrebbe senso in un mondo dove il denaro non conta... Ma qui contiamo solo come numeri
E un 2 cos'è?
L'essenza del riflesso.
E se a distanza di chilometri scriviamo lo stesso estratto di canzone, ci frulla in testa una Freak qualsiasi, vuol dire che i demoni non l'avranno vinta, perchè non sarai più sola.
Non si può certo dire che non ci mettiamo alla prova, che non ci creda...
In compenso rinuncio a tutte le mie pretese di diffusione delle mie parole ad altre persone.
L'esperienza del Mep forse la posso classificare come Movimento dell'emancipazione del Pensiero. Non l'avrei mica mai pensato che fosse possibile lobbizzare pure la poesia, rinchiuderla in quattro mura o nell'aria delle wireless e poi spiattellarla in giro con la pretesa di impressionare qualcuno. E io dovrei sputtanare le mie parole con chi erge barricate letterarie?
Facevano paura quei due componimenti? boh...
Resto fedele al mio blogspot.
Resta questo blog, ed ogni sillaba che gocciola da qui, sempre a Te...Fanculo a tutto il resto
Iniziare a mandare affanculo è la svolta, iniziare dalle email è già un primo passo.
Adesso so qualcosa in più di me, e di te. So che dovremo andare a Napoli il prima possibile, a quel punto potremo anche venir sepolti insieme: sinceramente non ho voglia di lavorare per ripagare il debito creato dai coetanei dei nostri padri; lavorare a gratis avrebbe senso in un mondo dove il denaro non conta... Ma qui contiamo solo come numeri
E un 2 cos'è?
L'essenza del riflesso.
E se a distanza di chilometri scriviamo lo stesso estratto di canzone, ci frulla in testa una Freak qualsiasi, vuol dire che i demoni non l'avranno vinta, perchè non sarai più sola.
lunedì 8 agosto 2011
Sega
Come si fa?
Ogni volta una duplice reazione
Quel che prima accende e
spinge a levarsi in volo
facendo jizzare l'anima dal corpo
dopo è un bieco riempimento
di camere solitarie
che cercano nuovi stimoli
con le zanzariere nuove.
Neanche più il guardare...
Perchè l'occhio si spande e si perde
nei continui saliscendi monotoni.
E' nel due la chiave per accettarsi
Duplichiamo questa chiave allora...
e non ci perderemo più.
domenica 26 giugno 2011
Finestra agreste
Complicanze
da tempo riverberanti
ci possono aprire i solchi
tra i come stai e gli arrivederci
fino ad assaporare un'atmosfera
di sospesa identità.
Quante volte lo sguardo
si è perso nel vento invisibile
o sulla strada di casa
cercando ogni volta
qualcosa che non c'è
che possa dare un senso a tutto ciò.
Ho dimenticato,
troppo ho dimenticato
per poter ancora fidarmi
di me...
Tu come fai?
da tempo riverberanti
ci possono aprire i solchi
tra i come stai e gli arrivederci
fino ad assaporare un'atmosfera
di sospesa identità.
Quante volte lo sguardo
si è perso nel vento invisibile
o sulla strada di casa
cercando ogni volta
qualcosa che non c'è
che possa dare un senso a tutto ciò.
Ho dimenticato,
troppo ho dimenticato
per poter ancora fidarmi
di me...
Tu come fai?
domenica 19 giugno 2011
Cataclisma
Vedi...quella notte è stato come vivere una potenza di te,
in base c'era il tuo corpo, il tuo viso, il tuo pensiero,
all'esponente l'universo.
Per un attimo sono stato creatore e fruitore
di un flusso privo di senso...
in base c'era il tuo corpo, il tuo viso, il tuo pensiero,
all'esponente l'universo.
Per un attimo sono stato creatore e fruitore
di un flusso privo di senso...
lunedì 25 aprile 2011
Frenare in salto
Ehi! sto parlando con te!
perchè ti giri dall'altra parte? il vento sposta le mie parole forse?
di cosa mi posso fidare se non di te visto che anche io non sono più molto affidabile...
e allora la medicina non servirà a curarmi
ma solo un tuo anelito
disperato come sempre
Non sono mai stato così
Bene o male?
Mi sento e basta
questo mi è sufficiente
e il gallo canta anche stanotte
prestissimo...
a lui importa del giorno che viene
a me di quello che se va
perchè sono ancora qui a scrivere
per chi?
per te
perchè ti giri dall'altra parte? il vento sposta le mie parole forse?
di cosa mi posso fidare se non di te visto che anche io non sono più molto affidabile...
e allora la medicina non servirà a curarmi
ma solo un tuo anelito
disperato come sempre
Non sono mai stato così
Bene o male?
Mi sento e basta
questo mi è sufficiente
e il gallo canta anche stanotte
prestissimo...
a lui importa del giorno che viene
a me di quello che se va
perchè sono ancora qui a scrivere
per chi?
per te
sabato 2 aprile 2011
Rispetto
Cosa ce ne facciano noi del rispetto?
Quando trancia i fili
delle direzioni
quando ti scava la fossa
E' perchè vorrei essere un gatto
che non si cura
e lascia correre e scorrere
in un sempiterno fluire di corpi
semisconosciuti
che alle volte salutano
alle volte parlano
ma è come se fossero sabbia.
Questa è la mia condizione...
portami tu nel centro del fuoco
fammi toccare la brace
e gridare al cielo
che esisto
e non sono qui
solo per spostare la polvere.
Quando trancia i fili
delle direzioni
quando ti scava la fossa
E' perchè vorrei essere un gatto
che non si cura
e lascia correre e scorrere
in un sempiterno fluire di corpi
semisconosciuti
che alle volte salutano
alle volte parlano
ma è come se fossero sabbia.
Questa è la mia condizione...
portami tu nel centro del fuoco
fammi toccare la brace
e gridare al cielo
che esisto
e non sono qui
solo per spostare la polvere.
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